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martedì 7 novembre 2017

Quale sarà il mio posto nel mondo?

Che cosa voglio fare della mia vita? In che modo posso realizzare i miei sogni? Sono domande intorno a cui ruota la vita di ogni persona, domande centrali soprattutto per i giovani che si affacciano per la prima volta nella società.

Venerdì 17 novembre questa domanda potrà essere sviluppata e alimentata collettivamente attraverso un pomeriggio di incontri organizzato a Romena dalla Fondazione Baracchi e che avrà per protagonisti il fondatore della Fraternità di Romena Luigi Verdi e l’economista Luigino Bruni.

Occasione di questa giornata la presentazione del libro “Quale sarà il mio posto nel mondo?” curato dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi. Il libro raccoglie quattro conversazioni relative ad altrettanti incontri della Fondazione, organizzate nell’ambito del percorso “Le parole e il silenzio”: protagonisti l’imprenditore Brunello Cucinelli, che dal nulla ha creato un marchio famoso nel mondo, e che lo ha fatto mettendo al centro la dignità del lavoro, il docente universitario Luigi Dei, che con entusiasmo e in un modo assolutamente anticonformista sta guidando da Rettore l’università di Firenze, l’ex vicepresidente del Consiglio Walter Veltroni, che nella vita è riuscito a dare uno sbocco importante a tutte le sue passioni, dalla politica, all’arte cinematografica alla scrittura, e infine proprio Luigino Bruni, grande esploratore dei temi dell’economia sociale e civile e sostenitore di un’economia che metta al centro la persona.

La domanda che ha alimentato gli incontri del libro (Quale sarà il mio posto nel mondo?) sarà al centro del pomeriggio di venerdì 17 che si aprirà alle ore 16 insieme a don Luigi Verdi. Il fondatore della Fraternità condurrà i presenti in un cammino negli spazi di Romena: spazi che il sacerdote ha saputo valorizzare e ricreare, per farne un luogo dove porsi le grandi domande della vita. Don Luigi durante questo incontro itinerante proverà a mostrare quali siano le condizioni umane e spirituali per riconoscere e riscoprire la propria autenticità.

A seguire, alle ore 17, nell’auditorium Giuseppe e Adele Baracchi di Romena l’incontro con Luigino Bruni.

giovedì 26 gennaio 2017

Walter Veltroni il 10 febbraio a Romena

Sarà Walter Veltroni il prossimo ospite de “Le parole e il silenzio”, il ciclo di incontri organizzato dalla Fondazione Baracchi.
L'appuntamento è in programma venerdì 10 febbraio, ore 17, all'auditorium di Romena.
 
L'incontro con Veltroni sarà dedicato all'ascolto del percorso di vita, delle idee, delle intuizioni di questo importante testimone del nostro tempo, che ha ricoperto importanti incarichi politici (è stato sindaco di Roma, segretario del Partito democratico, ministro per i beni culturali e vicepresidente del Consiglio), ma che ha sempre lasciato aperto il canale dell'arte e della cultura, con una predilezione speciale per la musica e il cinema. Passioni, queste, che sono diventate la sua attività principale dal 2013 quando ha lasciato l'attività politica.


La conversazione, condotta dai giornalisti Paolo Ciampi e Massimo Orlandi, prenderà spunto da Ciao, il libro con cui Veltroni ha reso pubblico un aspetto intimo della sua vita: l'incontro mancato con il padre Vittorio, morto quando Walter aveva solo un anno. E sulla scia di questo racconto di una vita a cui il padre non ha potuto assistere, la conversazione indi Romena si svilupperà cercando di ripercorrere, insieme al diretto protagonista, le tappe di un uomo che ha avuto responsabilità politiche di altissimo livello, ma che è stato ed è anche regista, scrittore, animatore culturale, soprattutto uomo convinto che la qualità di un Paese dipenda anche da quanto sappia attingere al suo patrimonio di creatività.


Nel ciclo de “Le parole e il silenzio” dedicato ai sogni e a chi ha dedicato la sua vita a realizzarli, l'incontro con Veltroni si inserirà perfettamente: è infatti la storia di un uomo che i sogni li ha sempre coltivati e ci ha aiutato a coltivarli.

sabato 31 ottobre 2015

Si riparte con le parole di Ermes Ronchi

“Vivere è l'infinita pazienza di ricominciare”: è questa la suggestiva espressione di padre Ermes Ronchi  da cui prenderà il via il prossimo appuntamento del percorso “Le parole e il silenzio” in programma domenica 8 novembre (ore 15, ingresso libero) alla pieve di Romena in Casentino. E sarà proprio padre Ermes, frate dei servi di Maria, nonché una delle voci più profonde, poetiche e libere della spiritualità di oggi il protagonista dell'incontro. 

“L'infinita pazienza di ricominciare, ogni giorno ritrovare se stessi, ogni giorno abbracciare l'infinito” è il titolo dell'iniziativa che si inserisce nel ciclo 2015, intitolato “Ritorno a casa” per esprimere il bisogno, per ciascuna persona, di uscire dalle frenesie del quotidiano per ritrovare una dimensione familiare, dove esprimere se stessi. E' parte di questo percorso il bisogno di  tenere uno spazio aperto, nel quale ciascuno possa mettere silenzio, preghiera, ascolto profondo, al fine di trovare la spinta giusta, ogni giorno, per ricominciare. Ermes Ronchi, poeta della fede e della vita, con le sue parole e la sua testimonianza alimenterà la ricerca e il cammino per riconoscere questo spazio, così prezioso per la nostra esistenza.

Frate dell’Ordine dei Servi di Santa Maria, Ermes Ronchi è nato nel 1947 a Racchiuso di Attimis in Friuli (UD). Ha compiuto gli studi filosofici e teologici a Roma presso la Pontificia facoltà teologica Marianum e si è perfezionato a Parigi. 
I suoi grandi maestri sono stati padre Giovanni Vannucci. E David Turoldo. E padre Ermes Ronchi sintetizza con originalità le loro grandi doti: la profondità e l'apertura di Vannucci e l'afflato poetico di Turoldo. Attualmente vive nel convento di San Carlo al Corso Milano, di cui è priore e dove dirige il centro culturale Corsia dei Servi. 
Collabora con diversi giornali e riviste e per cinque anni ha curato il commento al Vangelo della domenica per la trasmissione televisiva “A sua immagine” su Rai Uno.
Docente al Marianum, è autore di numerosi libri. Due di questi “Il futuro ha un cuore di tenda” e “Una fede nuda” li ha pubblicati con le Edizioni Romena. 


Il percorso Le parole è il silenzio è organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi. L'incontro sarà condotto come sempre dai giornalisti Paolo Ciampi e Massimo Orlandi.

mercoledì 27 maggio 2015

Incontra te stesso: il 7 giugno a Romena con Duccio Demetrio


Ritorno a casa: si ricomincia con Duccio Demetrio e Luigi Nacci

“Incontra te stesso”. Parte da questa proposta appassionante, coinvolgente, diretta a tutti il nuovo ciclo di incontri de Le parole e il silenzio. Un invito che si accompagna, come sempre, alla presenza di un grande esperto: in questo caso Duccio Demetrio, un grande studioso che ha fatto dei percorsi di ricerca e di racconto di se stessi il perno del suo percorso di docente universitario e di saggista.

L'incontro con  Duccio Demetrio è in programma  domenica 7 giugno, ore 15, alla pieve di Romena, in Casentino, un luogo quindi di semplicità e di bellezza, componenti necessarie per i cammini verso di sè. 

Duccio Demetrio è da sempre un attento osservatore della condizione adulta e dei suoi problemi esistenziali. Già professore ordinario di Filosofia dell'educazione e di Teorie e pratiche della narrazione all’Università degli studi di Milano-Bicocca , è oggi direttore scientifico della Libera università dell'Autobiografia di Anghiari (AR), da lui fondata nel 1998 con Saverio Tutino, e dell'Accademia del silenzio. 

Nelle sue numerose pubblicazioni ritorna molte volte il tema del cammino verso di sè, dell'autobiografia, e anche altre questioni cruciali dell'uomo: il suo rapporto con l'altro, con la terra, con la fede. 

Dunque un interlocutore qualificatissimo per avviare il ciclo numero 9 de  Le  parole e il silenzio: un ciclo che è stato intitolato “Ritorno a casa” per evidenziare il bisogno, di ciascuno di noi, di ritrovare quelle dimensioni di silenzio, di conoscenza e di incontro che ci facciano sentire a nostro agio con noi stessi, a casa insomma.
E dopo aver fatto 'casa' in se stessi, il secondo intorno ci porterà a esplorare il nostro ambiente, ma in un modo lento e sostenibile: cioè camminando a piedi.

“Alzati e cammina” avrà come punto di ritrovo l'eremo di Quorle ( a 6 km da Poppi), e poi si svilupperà come una camminata nei boschi del Pratomagno. Una camminata adatta a tutti che sarà guidata e scandita da due guide speciali: Wolfgang Fasser, custode dell'eremo di Quorle che, da non vedente, ci mostrerà la bellezza di un cammino che utilizzi tutti i sensi, e da un giornalista e scrittore, Luigi Nacci, tra i fondatori dell'Associazione Movimento Lento e guida della “Compagnia dei Cammini“. Quest'ultimo appuntamento è in programma il pomeriggio del prossimo 20 giugno (ore 15.30).


Il percorso Le parole è il silenzio è organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi. Gli incontri saranno condotti come sempre dai giornalisti Paolo Ciampi e Massimo Orlandi.

sabato 1 novembre 2014

Il 7 novembre l'uomo degli alberi a Le parole e il silenzio


Ammirare, raccontare, trasmettere  la meraviglia della natura. E' questo l'oggetto quotidiano di lavoro di Tiziano Fratus. Scrittore, poeta, escursionista, fotografo, Fratus dedica il suo talento poliedrico alla missione di avvicinare l'uomo al suo patrimonio naturale attraverso l'incontro appassionato con gli alberi. E' quindi un personaggio quantomai adatto a rappresentare una delle grandi risorse del Casentino: le foreste, la natura.
Fratus sarà ospite del prossimo appuntamento de “Le parole e il silenzio” il ciclo di incontri organizzato dalla Fondazione Baracchi. 

L'incontro, in programma venerdì 7 novembre a Villa la Mausolea di Soci (ore 21, ingresso libero) svilupperà il tema  “Le radici del nostro futuro”. Infatti intorno alla testimonianza di Fratus la serata si alimenterà delle testimonianze di chi sta cercando di introdurre nuove proposte capaci di valorizzare le qualità ambientali della valle dando così un contributo a
affrontare e superare la crisi economica.

L'ambiente naturale, salvaguardato per secoli, oggi raccolto in un parco nazionale, non è soltanto parte delle radici del Casentino, ma può diventare anche elemento di crescita e di sviluppo per il futuro. E l'incontro del 7 novembre metterà al centro queste potenzialità. 

Fratus, che si autodefinisce un 'cercatore di alberi' e che per questa passione ha girato boschi e foreste di tutto il mondo, scrivendo numerosi libri (Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi, L'Italia è un bosco,  Manuale del perfetto cercatore di alberi)  ci aiuterà a capire il valore di questa risorsa naturale. L'incontro sarà condotto, come sempre, dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.


L'appuntamento con lo scrittore-poeta avrà un'appendice il giorno dopo, sabato 8 (ore 10) quando Fratus guiderà un'escursione nell'area di Metaleto per conoscere più da vicino le meraviglie del nostro patrimonio naturale, passeggiata che terminerà con un pranzo comunitario a Camaldoli (informazioni più dettagliate verranno comunicate la sera dell'incontro). Dopo l'incontro con Fratus l'appuntamento con “Le radici del nostro futuro”  continuerà idealmente a distanza di venti giorni: sabato 29 novembre (ore 16.30) ospite della Fondazione sarà Giorgio Zanchini, conduttore di Radio anch'io (Radio Uno Rai) ed esperto di giornalismo culturale. Questa volta la parola d'ordine invece che natura sarà cultura, ma identico rimarrà l'obiettivo: vedere  come  i beni culturali, le tradizioni, i valori, i luoghi e le idee della cultura possano diventare veicolo di crescita per il Casentino.

Si riparte con Tiziano Fratus alla Mausolea


giovedì 5 giugno 2014

Un "Caterpillar" di idee e parole a Romena

Un “Caterpillar” di idee e di proposte per un cambiamento sostenibile entra nella pieve di Romena. Un ingresso figurato, naturalmente, reso possibile dalla presenza dello storico conduttore del programma cult di Rai Radiodue Massimo Cirri all'incontro “Il cambiamento va in onda”, in programma domenica 15 giugno, ore 15, nell'ambito del percorso di incontri “Le parole e il silenzio” organizzati dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi. A Romena Cirri racconterà l'Italia che incontra ogni giorno, alle 18, in modulazione di frequenza: un Paese che sa essere innovativo, etico, e anche geniale, un Paese che non si nasconde ai problemi, perché i problemi si affrontano e si risolvono, un  paese, infine,  dove ha radici profonde il piacere di fare le cose e di farle bene.

Caterpillar, il programma che ha ideato, di cui è  autore e che conduce da 17 anni è un contenitore leggero e intelligente, nel quale trovano spazio attualità, informazione, satira, intrattenimento, con molto spazio per la voce degli ascoltatori e le antenne dritte su tutte le iniziative che possano rendersi utili, in campo ambientale o sociale, a migliorare la qualità della vita di tutti.

Ma l'esperienza di Massimo Cir
ri non è solo legata a questo straordinario osservatorio sull'Italia che cambia, è anche nei centri delle aziende sanitarie, dove ogni giorno, come psicologo, da oltre vent'anni combatte la sofferenza mentale; ed è anche al fianco dei lavoratori che hanno perso il lavoro e con esso la fiducia in se stessi: a loro ha dedicato il suo ultimo libro “Il tempo senza lavoro”.

L'incontro “Il cambiamento va in onda” prosegue il cammino 2014 degli incontri de “Le parole e il silenzio” dedicati alla ricerca di idee, di progetti, di esperienze innovative che possano permettere al Casentino di “alzare la testa” per affrontare e superare questa difficile fase di crisi economica. Anche per questo durante l'incontro con Cirri verranno presentate alcune proposte innovative di impresa che si stanno realizzando in Casentino e che valorizzano le peculiarità ambientali della valle per favorire un rilancio del lavoro ma anche per sostenere la qualità della vita.

L'incontro di domenica 15 sarà condotto, come sempre, dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.

mercoledì 26 marzo 2014

"Su la testa!": idee ed esperienze per il futuro del Casentino


"Su la testa!". E' questo il titolo con cui in questo 2014 ritornano gli incontri di Le parole e il silenzio, in un anno che sarà dedicato alla ricerca di idee, di progetti, di esperienze innovative che possano permettere al Casentino di “alzare la testa” per affrontare e superare questa difficile fase di crisi economica. Protagonisti tanti  personaggi che si sono impegnati a ricercare strade basate sul cambiamento e all'innovazione e a sperimentarle direttamente.

Il primo incontro del ciclo 2014 ha proprio il significato di aprire a ventaglio il tema: Daniel Tarozzi, giornalista, ha girato per sette mesi tutta la penisola per raccogliere storie, esperienze, progetti di chi ha deciso di cambiare vita e non rassegnarsi: un lavoro raccolto nel libro-reportage “Io faccio così”. Tarozzi ha documentato l’Italia che cambia con esperienze di giovani, di neolaureati, di professionisti, di artisti che si sono inventati attività che prima non c’erano ottenendo due risultati: un lavoro nuovo, e un contributo alla qualità della vita propria e degli altri. 
 
Tarozzi racconterà il suo viaggio e mostrerà le esperienze più interessanti che ha incontrato. Nello stesso tempo durante l’incontro verrà presentato una sorta di “Io faccio così in Casentino”, con testimonianze di chi sta cercando di introdurre nuove proposte di impresa in linea con l’ambiente e le peculiarità del Casentino per favorire un rilancio del lavoro favorendo la qualità della vita.

“Su la testa!” - sottolineano gli organizzatori – vuol essere uno stimolo a cercare di utilizzare al massimo le straordinarie potenzialità della valle: una terra dove uomo e natura si rispettano, dove esistono tesori paesaggistici e storici ancora poco valorizzati, dove esiste una qualità della vita e un valore delle relazioni umane altrove dimenticati, dove i giovani vogliono restare, ma restare trovando un lavoro qui”.

Dopo questa apertura, il 9 maggio, al castello di Poppi, è in programma un secondo incontro dedicato ai temi dell’economia sociale e della finanza etica (tra gli ospiti il presidente di banca etica Ugo Biggeri); terzo appuntamento il 15 giugno alla pieve di Romena dove ospite sarà Massimo Cirri, conduttore della nota trasmissione radiofonica Caterpillar che è uno straordinario collettore di idee e proposte creative volte a valorizzare i temi della sostenibilità, dell’ambiente, del recupero delle relazioni umane. Gli incontri saranno condotti dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.

venerdì 6 dicembre 2013

Domani, sabato 7, alla Mausolea incontro con Affinati

Eraldo Affinati è uno dei più importanti narratori italiani ma è anche un insegnante appassionato, che dedica gran parte del suo tempo a accompagnare il cammino di tanti adolescenti, specie di quelli più difficili. E sarà soprattutto questo aspetto di educatore al centro dell'incontro “Quando i ragazzi ci insegnano” in programma sabato 7 dicembre alla Mausolea di Soci (inizio ore 16.30, ingresso libero) nell'ambito del ciclo“Le parole e il silenzio” organizzato dalla Fondazione Guseppe e Adele Baracchi.

Affinati insegna storia e letteratura in un istituto professionale di Roma. Insieme alla moglie, Anna Luce Lenzi, ha inoltre fondato la “Penny Wirton” una scuola di italiano per immigrati. Il suo rapporto 'speciale' con tanti giovani, coltivato quotidianamente sui banchi di scuola, è al centro del suo ultimo libro, “Elogio del ripetente”, nel quale racconta lo splendore e la fragilità degli adolescenti con cui divide l'esistenza quotidiana scegliendo il punto di vista del ripetente, cioè colui che fallisce, ma proprio per questo può aiutarci a capire cosa non ha funzionato e perché.

Secondo Affinati per capire davvero le problematiche di molti giovani non basta analizzare le statistiche dell'abbandono scolastico o interpretare i risultati delle prove di verifica ma bisogna piuttosto indagare sulle emergenze sociali e culturali del nostro mondo, legate alla rivoluzione digitale, alla crisi della famiglia, alla frantumazione informativa, alla decadenza di principi morali un tempo ritenuti invalicabili.

L'incontro di Soci, che sarà condotto dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi,
avrà dunque al centro, come protagonisti i giovani, i nostri ragazzi, visti da chi li ascolta con attenzione ogni giorno. Ma la conversazione permetterà anche di incontrare anche uno degli scrittori italiani più apprezzati. Tra i suoi libri ricordiamo Bandiera bianca, Campo di sangue (finalista allo Strega e al Campiello nel 1997), Secoli di gioventù e La città dei ragazzi.




sabato 2 novembre 2013

Con Elisabetta Salvatori il teatro è a casa


Io nella vita mi vedo in un modo mentre il palco mi trasforma, come il Brutto Anatroccolo. Il palco mi dona una grazia che credo venga dall'amore con cui racconto, perchè lo faccio davvero con amore...

Questo dice di se stessa Elisabetta Salvatori, autrice, attrice, affabulatrice. Sarà lei la protagonista del prossimo incontro de “Le parole e il silenzio”, organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, in programma domenica 10 novembre al teatro Dovizi di Bibbiena (ore 16.30, ingresso libero). 
 
“Il teatro è la mia casa” è il titolo dell'incontro nel quale l'attrice reciterà alcuni dei suoi monologhi, racconterà di sé e delle storie che porta sul palcoscenico, risponderà alle domande dei giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi e del pubblico.

Elisabetta Salvatori dedica la sua vita all'arte di raccontare storie. Quelle che scrive o che sceglie sono storie del passato e del presente, di personaggi della storia o della fantasia, dedicate ai grandi o anche ai più piccoli. L'effetto è sempre lo stesso: quello di incantare, di toccare, di emozionare. 

E' il grande dono del teatro, un dono che Elisabetta coltiva fin da giovanissima: ha cominciato con le favole per bambini proseguendo poi con la narrazione per adulti a partire dalle storie della sua terra, la Versilia: il primo spettacolo è La Bella di Nulla, dove narra della sua bisnonna, cui segue la Versilia ferita dalla guerra de l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, e de Il partigiano Amos.

Con il progredire della carriera i temi che sceglie si allargano a ventaglio: in Calde Rose protagonista è l'amore, in Vi abbraccio tutti sono i viaggi, in Piantate in terra come un faggio o una croce sono la poesia e la fede.

Grazie ai suoi spettacoli, è possibile camminare nelle vite tortuose di artisti amati come Dino Campana e Antonio Ligabue, o anche vivere un dramma civile di oggi: in Non c'è mai silenzio, racconta la strage alla stazione di Viareggio del 29 giugno 2009.
 
Elisabetta si occupa anche di testi sacri: ha raccontato L'Apocalisse di San Giovanni e sta preparando il Vangelo di Marco.
 
Dal 2004, a Forte dei Marmi, nella casa dove vive, crea un piccolo spazio teatrale dove ospita e programma spettacoli: anche la propria casa, questo è il messaggio, è un contenitore di storie che desiderano di essere raccontate.

All'incontro con Elisabetta Salvatori, seguirà nella programmazione de “Le parole e il silenzio”, quello con lo scrittore Eraldo Affinati (sabato 7 dicembre, Villa La Mausolea, Soci).

venerdì 27 settembre 2013

Ricominciare dalla crisi: ora è un libro

Cinque grandi testimoni ci accompagnano lungo le crisi economiche, sociali e esistenziali di questo tempo per mostrarcene le cause ma anche per indicarci le opportunità che nascondono. Tutti insieme in un libro dal titolo emblematico: Ricominciare dalla crisi. 

Curato dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi è il quinto volume de Le parole e il silenzio e raccoglie il percorso di incontri ed esperienze che nel 2012 è stato ospitato in alcuni dei luoghi più suggestivi del Casentino, grazie alla Fondazione Baracchi.
 
Silvia Ronchey, storica, ci mostra quanto il passato possa servire a far luce su ciò che siamo oggi. Pier Luigi Celli, manager, affronta la questione centrale del lavoro, e quindi del futuro dei nostri figli. La scienziata ambientalista Vandana Shiva ci porta a comprendere quanto sia necessario recuperare un diverso rapporto con la natura. Wolfgang Fasser, fisioterapista non vedente, ci invita a riaprire gli occhi alla bellezza che ci circonda. Roberto Mancini, filosofo, ci aiuta a leggere il senso profondo di queste crisi e a vederne le direzioni possibili. 
 
Un cammino di provocazioni, intuizioni, di stimoli. Semi preziosi da far germogliare laddove comincia il futuro di ciascuno di noi. Cioè a partire da oggi.

Edizioni Romena, febbraio 2012, pagine 136, prezzo € 10
ISBN 978-88-89669-44-0

venerdì 22 febbraio 2013

Si riparte con Gianmaria Testa, il 10 marzo

Le Parole e il Silenzio - edizione 2013


Domenica 10 marzo, ore 16.30, al Teatro Dovizi di Bibbiena (Ar)
“Parole in Musica” con il cantautore Gianmaria Testa

Sarà Gianmaria Testa il primo protagonista per il 2013 del ciclo itinerante di incontri “Le parole e il silenzio”. L'artista piemontese sarà in Casentino domenica 10 marzo, ore 16.30, al Teatro Dovizi di Bibbiena (ingresso libero fino ad esaurimento posti). Al centro dell'incontro, intitolato “Parole in Musica” saranno la storia musicale dell'artista, il suo stile, le sue idee e anche alcune delle meravigliose canzoni.

Gianmaria Testa è un artista amatissimo dal suo pubblico in Italia ma ancor più conosciuto all'estero. Ed è proprio fuori dai nostri confini che la sua carriera decollò nel 1997, quando Gianmaria registrò il tutto esaurito per ben 4 serate all'Olympia di Parigi. Fu questa la sua porta di accesso alla notorietà in Italia. Il capostazione di Cuneo (questo era stato sin lì il suo mestiere) salì così finalmente sul treno di una carriera artistica scandita, da allora, da otto album, tra cui Il valzer di un giorno (200.000 copie vendute), Altre latitudini, Da questa parte del mare (vincitore del Premio Tenco come miglior album italiano del 2007), Solo-dal vivo, Vitamia e da oltre duemila concerti in tutta Europa e in America.

Gianmaria Testa apre non a caso il percorso di incontri organizzato per il settimo anno dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi; il filo conduttore di quest'anno sarà, infatti, “A regola d'arte”. Saranno proposte storie di imprenditori, artisti, scrittori, sportivi, volontari che in apparenza non hanno niente in comune e che invece condividono l'essenziale: sogni, passioni, volontà. E che hanno sempre portato avanti tutto questo con una sensibilità speciale e un'intima coerenza.

Gianmaria Testa apre perfettamente questo cammino: la sua carriera è stata condotta senza compromessi, con pochissime apparizioni Tv o passaggi radiofonici e nessun tipo di pubblicità. La sua vera forza è stata ed è ancora il passaparola. Chi va ad un suo concerto non riesce a dimenticarlo: l’emozione nasce palpabile perché i testi sono belli, sono semplici, sono piccole poesie che parlano della vita e che vivono anche al di là della musica; e lei, la musica, insieme ad una voce che si muove tra rauche asprezze e teneri velluti, i testi li trasporta, li puntualizza, li sottolinea.

L'incontro con Gianmaria Testa sarà condotto dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.

giovedì 25 ottobre 2012

Prossimo appuntamento con Giuseppe Cederna

Le storie, dice Giuseppe Cederna, sono come i fiumi che scendono dalle grandi montagne, raccolgono altra acqua, altre voci, si incontrano e si separano finchè arrivano al mare, il grande mare del racconto, e tutto ricomincia. 
 
Forse sono parole come queste che ci aiutano a trovare il comune denominatore delle tante cose che ha saputo e sa essere nella vita: attore, scrittore, viaggiatore, alpinista, personaggio di testimonianza e di impegno civile.
 
Sono storie i fiumi e le montagne che ha conosciuto e raccontato. Sono storie le vite che ha tradotto nell'emozione di una pagina scritta o di un film. E i viaggi, che sono partenza e ritorno, perché presuppongono la sfida del cambiamento. Di storie così ne ha molte da condividere Cederna, uomo che si è messo in cammino, non per fuggire, ma per incontrare.
 
Perché è questo che davvero conta, si tratti dell'esperienza in India, che diventa presa di consapevolezza e occasione di solidarietà, come della tournée che giorno dopo giorno porta un attore davanti al suo pubblico: la possibilità di incontrare, di accogliere parole, di congedarsi dopo essere diventati qualcosa di diverso da cosa si era prima.
Il mondo intero allora può diventare un palcoscenico. E un incontro con Giuseppe Cederna l'occasione per spingersi lontano, sul tappeto volante delle parole.

Attore di cinema e teatro, scrittore e viaggiatore, Giuseppe Cederna inizia la sua carriera come mimo e clown.
 
E' il cinema che lo mette a contatto con il grande pubblico; partecipa a una trentina di film con registi come Comencini Bellocchio e Scola, ma resta nella storia del cinema soprattutto per le sue parti da protagonista nei film di Gabriele Salvatores Marrakech Express e Mediterraneo, quest'ultimo premio Oscar come migliore film straniero.
 
In parallelo alla carriera di attore si sviluppa la sua passione per i viaggi, che poi racconta in libri come Il grande viaggio, un coinvolgente itinerario umano e spirituale in India verso le sorgenti del Gange.
 
La sua passione per l'esplorazione di Paesi e culture diverse diventa una trasmissione radiofonica sulla terza rete della Rai (Il viaggiatore incantato), il suo amore per il cinema occasione per un racconto ironico e disincantato eppure appassionato: il suo ultimo libro, Piano americano, è ambientato sul set di Nine, una superproduzione americana con attori come Nicole Kidman, Penelope Cruz e Daniel Day Lewis. Sul set Cederna è presente come attore, ma in realtà lo è ancora di più, a sorpresa, come scrittore.






mercoledì 26 settembre 2012

Alla Pieve di Romena "La bellezza siamo noi"

Le Parole e il Silenzio - edizione 2012


Domenica 7 ottobre, ore 15, alla Pieve di Romena,
“La bellezza siamo noi”, con Piero Ferrucci, psicoterapeuta e filosofo

“Nel mio lavoro, ho notato che la bellezza può aiutarci a ritrovare la voglia di vivere, ridarci il perduto contatto con le nostre emozioni, farci pensare in maniera nuova, guarire le nostre ferite più antiche, avvicinarci a un’altra persona, farci dimenticare i nostri problemi e i nostri affanni. Almeno per un po'”. Sono parole di Piero Ferrucci, psicoterapeuta, filosofo e scrittore: sarà lui il protagonista dell’incontro “La bellezza siamo noi” in programma domenica 7 ottobre, ore 15, alla Pieve di Romena, in Casentino, nell’ambito del ciclo “Le parole e il silenzio”. 
Considerato l’erede di Roberto Assagioli, fondatore della psicosintesi, Ferrucci ha dedicato le sue ricerche e la sua vita personale e professionale a esplorare le relazioni tra gli uomini per favorire un’espansione della coscienza e sviluppare una coscienza del bello.
Ha divulgato il suo percorso  attraverso libri come “Crescere”, “I bambini ci insegnano”, “La forza della gentilezza”, “La bellezza e l’anima” il cui grande valore sta anche nella capacità di comunicare concetti e idee stimolanti in maniera semplice e diretta , mettendosi in gioco in prima persona, mostrando le potenzialità e il valore delle esperienze di tutti gli uomini, di ogni età.
Nella conversazione di Romena, condotta dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi, Ferrucci svilupperà il tema della bellezza, ma di una bellezza così presente nel nostro quotidiano e nei nostri rapporti umani  che rischiamo di non saperla guardare e che invece può essere il punto di rilancio o di svolta rispetto a questa fase di crisi.
“Sono convinto – sostiene - che un po’ più di bellezza nelle nostre vite curerebbe molti dei nostri mali. Durante i miei quasi quarant’anni di lavoro nell’ambito della psicoterapia, ho visto quanto la bellezza a tutti i livelli possa essere una sorgente di forza che ci può aiutare a rigenerarci e ritrovare noi stessi".  Non a caso l’incontro “La bellezza siamo noi” ha per sottotitolo “La qualità delle relazioni umane come germoglio di cambiamento".
La conversazione con Ferrucci prosegue  il percorso 2012 de “Le parole e il silenzio” , il ciclo di incontri organizzato da sei anni dalla Fondazione Giuseppe e Adele e Baracchi, un percorso che si concluderà quest’anno il prossimo 10 novembre con la presenza di Giuseppe Cederna, attore, scrittore e viaggiatore.