Nei luoghi del Casentino per incontrarci, sulla Rete per proseguire il nostro cammino
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domenica 27 novembre 2016
sabato 1 novembre 2014
Il 7 novembre l'uomo degli alberi a Le parole e il silenzio
Ammirare, raccontare, trasmettere la meraviglia della natura. E' questo l'oggetto quotidiano di lavoro di Tiziano Fratus. Scrittore, poeta, escursionista, fotografo, Fratus dedica il suo talento poliedrico alla missione di avvicinare l'uomo al suo patrimonio naturale attraverso l'incontro appassionato con gli alberi. E' quindi un personaggio quantomai adatto a rappresentare una delle grandi risorse del Casentino: le foreste, la natura.
Fratus sarà ospite del prossimo appuntamento de “Le parole e il silenzio” il ciclo di incontri organizzato dalla Fondazione Baracchi.
L'incontro, in programma venerdì 7 novembre a Villa la Mausolea di Soci (ore 21, ingresso libero) svilupperà il tema “Le radici del nostro futuro”. Infatti intorno alla testimonianza di Fratus la serata si alimenterà delle testimonianze di chi sta cercando di introdurre nuove proposte capaci di valorizzare le qualità ambientali della valle dando così un contributo a
affrontare e superare la crisi economica.
L'ambiente naturale, salvaguardato per secoli, oggi raccolto in un parco nazionale, non è soltanto parte delle radici del Casentino, ma può diventare anche elemento di crescita e di sviluppo per il futuro. E l'incontro del 7 novembre metterà al centro queste potenzialità.
Fratus, che si autodefinisce un 'cercatore di alberi' e che per questa passione ha girato boschi e foreste di tutto il mondo, scrivendo numerosi libri (Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi, L'Italia è un bosco, Manuale del perfetto cercatore di alberi) ci aiuterà a capire il valore di questa risorsa naturale. L'incontro sarà condotto, come sempre, dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.
L'appuntamento con lo scrittore-poeta avrà un'appendice il giorno dopo, sabato 8 (ore 10) quando Fratus guiderà un'escursione nell'area di Metaleto per conoscere più da vicino le meraviglie del nostro patrimonio naturale, passeggiata che terminerà con un pranzo comunitario a Camaldoli (informazioni più dettagliate verranno comunicate la sera dell'incontro). Dopo l'incontro con Fratus l'appuntamento con “Le radici del nostro futuro” continuerà idealmente a distanza di venti giorni: sabato 29 novembre (ore 16.30) ospite della Fondazione sarà Giorgio Zanchini, conduttore di Radio anch'io (Radio Uno Rai) ed esperto di giornalismo culturale. Questa volta la parola d'ordine invece che natura sarà cultura, ma identico rimarrà l'obiettivo: vedere come i beni culturali, le tradizioni, i valori, i luoghi e le idee della cultura possano diventare veicolo di crescita per il Casentino.
venerdì 6 dicembre 2013
Domani, sabato 7, alla Mausolea incontro con Affinati
Eraldo
Affinati è
uno dei più importanti narratori italiani ma è anche un insegnante
appassionato, che dedica gran parte del suo tempo a accompagnare il
cammino di tanti adolescenti, specie di quelli più difficili. E sarà
soprattutto questo aspetto di educatore al centro dell'incontro
“Quando
i ragazzi ci insegnano”
in programma sabato
7 dicembre alla Mausolea di Soci (inizio ore 16.30, ingresso libero)
nell'ambito
del ciclo“Le
parole e il silenzio”
organizzato dalla Fondazione Guseppe e Adele Baracchi.
Affinati
insegna storia e letteratura in un istituto professionale di Roma.
Insieme alla moglie, Anna Luce Lenzi, ha inoltre fondato la “Penny
Wirton” una scuola di italiano per immigrati. Il suo rapporto
'speciale' con tanti giovani, coltivato quotidianamente sui banchi di
scuola, è al centro del suo ultimo libro, “Elogio
del ripetente”,
nel quale racconta lo splendore e la fragilità degli adolescenti con
cui divide l'esistenza quotidiana scegliendo il punto di vista del
ripetente, cioè colui che fallisce, ma proprio per questo può
aiutarci a capire cosa non ha funzionato e perché.
Secondo
Affinati per capire davvero le problematiche di molti giovani non
basta analizzare le statistiche dell'abbandono scolastico o
interpretare i risultati delle prove di verifica ma bisogna piuttosto
indagare sulle emergenze sociali e culturali del nostro mondo,
legate alla rivoluzione digitale, alla crisi della famiglia, alla
frantumazione informativa, alla decadenza di principi morali un tempo
ritenuti invalicabili.
L'incontro
di Soci, che sarà condotto dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo
Ciampi,
avrà
dunque al centro, come protagonisti i giovani, i nostri ragazzi, visti
da chi li ascolta con attenzione ogni giorno. Ma la conversazione
permetterà anche di incontrare anche uno degli scrittori italiani
più apprezzati. Tra i suoi libri ricordiamo
Bandiera
bianca, Campo di sangue
(finalista allo Strega e al Campiello nel 1997), Secoli
di gioventù e
La
città dei ragazzi.
venerdì 27 settembre 2013
Con l'autunno si riparte: c'è Simona Atzori
E' nata senza braccia, eppure è diventata una ballerina di fama internazionale (ha danzato anche con Roberto Bolle) e una pittrice di successo. Venerdì 4 ottobre, al cinema Italia di Soci (ore 21 ingresso libero) anche il Casentino potrà ammirare, ascoltare e applaudire il talento di Simona Atzori e comprendere come è riuscita a trasformare i suoi limiti, i cosiddetti handicap, in punti di forza.
La danzatrice sarà la protagonista del nuovo incontro del ciclo “Le parole e il silenzio” rganizzato come sempre dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi.
“Cosa ti manca per essere felice?” è il titolo della serata nella quale parole e danza si incroceranno: Simona si racconterà, risponderà alle domande dei conduttori (i giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi) e del pubblico, e si esibirà, insieme alle ballerine Mariacristina Paolini e Beatrice Mazzola della Simonarte dance company.
“Non c'è nulla che non possa essere fatto, basta trovare il modo giusto per farlo” ha scritto Simona Atzori in un suo libro. Una frase che equivale a un autoritratto. Sin da bambina Simona ha cominciato a coltivare i suoi sogni: ad appena quattro anni ha cominciato a dipingere utilizzando bocca e piedi, a sei a seguire corsi di danza classica.
Si è laureata in Visual arts all'Università di Ontario (Canada) e, già giovanissima, ha ottenuto i primi riconoscimenti come danzatrice e pittrice.
E' stata ambasciatrice per la danza nel Giubileo del 2000 e protagonista della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Torino nel 2006. Ha danzato nei più importanti teatri italiani, con primi ballerini e solisti del Teatro alla Scala di Milano. Si è esibita anche sul palco del più grande show televisivo, quello di Sanremo (nel 2012).
In parallelo si è sviluppata anche la sua attività di pittrice: coi suoi dipinti partecipa a mostre collettive e personali in tutto il mondo: dal Portogallo all' Austria, dalla Cina al Canada, dove è stata realizzata anche una collezione permanente delle sue opere.
Nel 2011 è uscito il suo primo libro: “Cosa ti manca per essere felice?” Da qualche anno Simona viene chiamata da scuole, associazioni, aziende (e programmi tv), per raccontare la sua storia, ma soprattutto la sua filosofia. Ovvero che ognuno è diverso a modo suo, e non ci manca proprio niente per star bene al mondo.
Anche di questo si parlerà nell'incontro di Soci che aprirà il ciclo autunnale e invernale di incontri de “le parole e il silenzio”: seguirà il 10 novembre, ore 16.30, l'incontro con l'autrice e attrice teatrale Elisabetta Salvatori (teatro Dovizi di Bibbiena) e il 7 dicembre (ore 16.30) con lo scrittore Eraldo Affinati (Villa La Mausolea, Soci).
La danzatrice sarà la protagonista del nuovo incontro del ciclo “Le parole e il silenzio” rganizzato come sempre dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi.
“Cosa ti manca per essere felice?” è il titolo della serata nella quale parole e danza si incroceranno: Simona si racconterà, risponderà alle domande dei conduttori (i giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi) e del pubblico, e si esibirà, insieme alle ballerine Mariacristina Paolini e Beatrice Mazzola della Simonarte dance company.
“Non c'è nulla che non possa essere fatto, basta trovare il modo giusto per farlo” ha scritto Simona Atzori in un suo libro. Una frase che equivale a un autoritratto. Sin da bambina Simona ha cominciato a coltivare i suoi sogni: ad appena quattro anni ha cominciato a dipingere utilizzando bocca e piedi, a sei a seguire corsi di danza classica.
Si è laureata in Visual arts all'Università di Ontario (Canada) e, già giovanissima, ha ottenuto i primi riconoscimenti come danzatrice e pittrice.
E' stata ambasciatrice per la danza nel Giubileo del 2000 e protagonista della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Torino nel 2006. Ha danzato nei più importanti teatri italiani, con primi ballerini e solisti del Teatro alla Scala di Milano. Si è esibita anche sul palco del più grande show televisivo, quello di Sanremo (nel 2012).
In parallelo si è sviluppata anche la sua attività di pittrice: coi suoi dipinti partecipa a mostre collettive e personali in tutto il mondo: dal Portogallo all' Austria, dalla Cina al Canada, dove è stata realizzata anche una collezione permanente delle sue opere.
Nel 2011 è uscito il suo primo libro: “Cosa ti manca per essere felice?” Da qualche anno Simona viene chiamata da scuole, associazioni, aziende (e programmi tv), per raccontare la sua storia, ma soprattutto la sua filosofia. Ovvero che ognuno è diverso a modo suo, e non ci manca proprio niente per star bene al mondo.
Anche di questo si parlerà nell'incontro di Soci che aprirà il ciclo autunnale e invernale di incontri de “le parole e il silenzio”: seguirà il 10 novembre, ore 16.30, l'incontro con l'autrice e attrice teatrale Elisabetta Salvatori (teatro Dovizi di Bibbiena) e il 7 dicembre (ore 16.30) con lo scrittore Eraldo Affinati (Villa La Mausolea, Soci).
mercoledì 30 maggio 2012
L'11 giugno incontro con Marco Tullio Giordana
Provare a leggere i segni dei tempi che stiamo vivendo per capire se esiste e dove è una “meglio gioventù” capace di interpretare il presente e riaprire il futuro.
Sarà questo il tema di fondo della conversazione con uno dei più grandi registi italiani, Marco Tullio Giordana, in programma lunedì 11 giugno, ore 21, al cinema Italia di Soci, in Casentino.
Il regista de “I centopassi”, “La meglio gioventù”, di “Romanzo di una strage” è l'attesissimo ospite del ciclo di incontri “Le parole e il silenzio” organizzato dalla Fondazione Baracchi e dedicato quest'anno ai “germogli di cambiamento”.
La conversazione, condotta dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi, avrà al centro i ricordi, i pensieri e le riflessioni di Giordana ma anche le suggestioni che arriveranno da alcuni frammenti dei suoi film.
Il cinema appartiene al nostro tempo, diceva il grande Orson Welles. Ma il cinema è anche sguardo sul mondo, Capacità di far parlare i fatti e le persone. Possibilità di dare un altro senso a ciò che è stato e a ciò che potrà essere. E tutto questo è particolarmente vero per Marco Tullio Giordana, un regista che con la sua arte ha raccontato in maniera originale e coinvolgente il nostro Paese, specie nei suoi aspetti più misteriosi e controversi: dalla mafia (I centopassi), al terrorismo (Romanzo di una strage) sino a riassumere nella grande saga familiare de La meglio gioventù, uno dei più grandi film italiani di sempre, la nostra storia dagli anni Sessanta a oggi.
Sarà questo il tema di fondo della conversazione con uno dei più grandi registi italiani, Marco Tullio Giordana, in programma lunedì 11 giugno, ore 21, al cinema Italia di Soci, in Casentino.
Il regista de “I centopassi”, “La meglio gioventù”, di “Romanzo di una strage” è l'attesissimo ospite del ciclo di incontri “Le parole e il silenzio” organizzato dalla Fondazione Baracchi e dedicato quest'anno ai “germogli di cambiamento”.
La conversazione, condotta dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi, avrà al centro i ricordi, i pensieri e le riflessioni di Giordana ma anche le suggestioni che arriveranno da alcuni frammenti dei suoi film.
Il cinema appartiene al nostro tempo, diceva il grande Orson Welles. Ma il cinema è anche sguardo sul mondo, Capacità di far parlare i fatti e le persone. Possibilità di dare un altro senso a ciò che è stato e a ciò che potrà essere. E tutto questo è particolarmente vero per Marco Tullio Giordana, un regista che con la sua arte ha raccontato in maniera originale e coinvolgente il nostro Paese, specie nei suoi aspetti più misteriosi e controversi: dalla mafia (I centopassi), al terrorismo (Romanzo di una strage) sino a riassumere nella grande saga familiare de La meglio gioventù, uno dei più grandi film italiani di sempre, la nostra storia dagli anni Sessanta a oggi.
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mercoledì 22 febbraio 2012
martedì 7 febbraio 2012
Si ricomincia il primo marzo con Luca Mercalli
Un altro anno con Le parole e il silenzio, quest'anno dedicato a I semi del cambiamento. Ancora incontri, conversazioni, momento di riflessione insieme.
Si ricomincia il primo marzo con Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, autore di libri come "Prepariamoci a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza... e forse più felicità".
L'appuntamento è per il primo marzo, alle ore 21, presso la Villa Mausolea di Soci.
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