venerdì 19 giugno 2015

Su la testa! Il nuovo libro de Le parole e il silenzio





Massimo Orlandi - Paolo Ciampi
SU LA TESTA!
Il coraggio di cambiare Un futuro da inventare

“Il modo migliore per realizzare
un sogno è quello  di svegliarsi”
Paul Valery

Si aprono piccoli squarci di orizzonte nella crisi che da anni incatena il nostro Paese. Sono giovani che realizzano idee originali e sostenibili, sono imprenditori, artisti, associazioni che inventano nuovi modi di far le cose insieme.
Giornalisti come Daniel Tarozzi e Giorgio Zanchini, economisti come Ugo Biggeri e Marco Tognetti, scrittori come Tiziano Fratus, e conduttori radiofonici come Massimo Cirri, ci accompagnano in quest’Italia che costruisce il “nuovo”, che riparte, che rialza la testa. E’ un viaggio sorprendente, che si alimenta anche di 20 casi concreti, raccolti in Casentino. Esperienze reali, vive. Che ci dimostrano come la luce non sia oltre il tunnel della crisi. La luce, una piccola, ma incoraggiante luce di speranza, è già qui.
Edizioni Romena, Maggio 2015, pagine 144
ISBN 978-88-89669-61-7

mercoledì 27 maggio 2015

Incontra te stesso: il 7 giugno a Romena con Duccio Demetrio


Ritorno a casa: si ricomincia con Duccio Demetrio e Luigi Nacci

“Incontra te stesso”. Parte da questa proposta appassionante, coinvolgente, diretta a tutti il nuovo ciclo di incontri de Le parole e il silenzio. Un invito che si accompagna, come sempre, alla presenza di un grande esperto: in questo caso Duccio Demetrio, un grande studioso che ha fatto dei percorsi di ricerca e di racconto di se stessi il perno del suo percorso di docente universitario e di saggista.

L'incontro con  Duccio Demetrio è in programma  domenica 7 giugno, ore 15, alla pieve di Romena, in Casentino, un luogo quindi di semplicità e di bellezza, componenti necessarie per i cammini verso di sè. 

Duccio Demetrio è da sempre un attento osservatore della condizione adulta e dei suoi problemi esistenziali. Già professore ordinario di Filosofia dell'educazione e di Teorie e pratiche della narrazione all’Università degli studi di Milano-Bicocca , è oggi direttore scientifico della Libera università dell'Autobiografia di Anghiari (AR), da lui fondata nel 1998 con Saverio Tutino, e dell'Accademia del silenzio. 

Nelle sue numerose pubblicazioni ritorna molte volte il tema del cammino verso di sè, dell'autobiografia, e anche altre questioni cruciali dell'uomo: il suo rapporto con l'altro, con la terra, con la fede. 

Dunque un interlocutore qualificatissimo per avviare il ciclo numero 9 de  Le  parole e il silenzio: un ciclo che è stato intitolato “Ritorno a casa” per evidenziare il bisogno, di ciascuno di noi, di ritrovare quelle dimensioni di silenzio, di conoscenza e di incontro che ci facciano sentire a nostro agio con noi stessi, a casa insomma.
E dopo aver fatto 'casa' in se stessi, il secondo intorno ci porterà a esplorare il nostro ambiente, ma in un modo lento e sostenibile: cioè camminando a piedi.

“Alzati e cammina” avrà come punto di ritrovo l'eremo di Quorle ( a 6 km da Poppi), e poi si svilupperà come una camminata nei boschi del Pratomagno. Una camminata adatta a tutti che sarà guidata e scandita da due guide speciali: Wolfgang Fasser, custode dell'eremo di Quorle che, da non vedente, ci mostrerà la bellezza di un cammino che utilizzi tutti i sensi, e da un giornalista e scrittore, Luigi Nacci, tra i fondatori dell'Associazione Movimento Lento e guida della “Compagnia dei Cammini“. Quest'ultimo appuntamento è in programma il pomeriggio del prossimo 20 giugno (ore 15.30).


Il percorso Le parole è il silenzio è organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi. Gli incontri saranno condotti come sempre dai giornalisti Paolo Ciampi e Massimo Orlandi.

sabato 14 febbraio 2015

"Semina i tuoi sogni, crescerà la tua vita": il nostro saluto a Giuseppe





«Semina i tuoi sogni, crescerà la tua vita».

Ora che Giuseppe Baracchi ci ha lasciato per noi è difficile trovare le parole giuste. E forse è più giusto il silenzio, che poi è un modo di nascondere, oltre al dolore, anche il rimpianto di non averlo conosciuto ancora più a fondo. Quel rimpianto che a volte si mescola a desideri che solo il cuore può giustificare, perché non appartengono al cammino in questo mondo: per esempio il desiderio di averlo incontrato da giovane pieno di idee e di futuro, di ritorno dopo la guerra nel suo Casentino.

Difficile, in ogni caso, perché con le parole non si riesce ad abbracciare una vita come quella di Giuseppe. Una vita così lunga e ricca di successi, aspirazioni, affetti, passioni. Noi che da giornalisti viviamo di parole questa volta le parole non siamo in grado di trovarle e di metterle in fila.

Poi ci è tornata in mente questa frase, che uno di noi due – non importa chi – impiegò qualche anno fa, in una serata bella e commovente a Rondine, quando in tanti ci ritrovammo a festeggiare i 90 anni di Giuseppe.

«Semina i tuoi sogni, crescerà la tua vita».

Una frase che per chiunque di noi può essere vera, solo che in genere facciamo fatica a esserne consapevoli, anzi, non ce ne ricordiamo proprio. In pochi riescono a viverla in questo modo. Giuseppe è stato certamente tra questi.

Oggi che lui non c'è più vogliamo tenerci stretto il ricordo di come ha seminato i suoi sogni e di come ha fatto crescere la pianta della sua vita.

Bastava una stretta di mano, accompagnata dal suo sorriso e da una manciata di parole, per capirlo al volo: era un uomo dalla vita larga, generosa negli orizzonti e nelle speranze.

Certo, anche un imprenditore di successo. Ma di quelli che a noi richiamava una frase di George Bernard Shaw, il commediografo irlandese:
«Le persone che riescono in questo mondo sono quelle che vanno alla ricerca delle condizioni che desiderano, e se non le trovano le creano».

Ecco, proprio così. Il suo successo era fatto di buone idee eseguite bene, magistralmente bene, ma con il cuore puntato nella giusta direzione. Ovvero un cuore aperto agli altri, un cuore disposto alla curiosità e alla novità, un cuore disposto sempre a raccogliere sempre nuove sfide. Perché era questo Giuseppe, un uomo che sapeva appassionarsi e alimentare la sua creatività giorno dopo giorno, anche in età avanzata.

In fondo è questa la vera saggezza: nient’altro che imparare dal passato, vivere per il presente, sognare per il futuro. Che è tutto ciò di cui abbiamo un terribile bisogno oggi più che mai.

Per questo siamo orgogliosi di aver conosciuto Giuseppe e di aver collaborato alla Fondazione che porta il suo nome per certi versi anche il suo sorriso:

il sorriso di chi sa che il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni.

Oggi ci viene da salutarlo con le parole di John Lennon

«La vita è tutto ciò che ci succede mentre facciamo progetti per il futuro».

Paolo e Massimo