Sarà Antonio Scurati, scrittore tra i più apprezzati e amati nel nostro Paese, il prossimo ospite del ciclo di incontri “Le parole e il silenzio”. Scurati sarà protagonista di una conversazione dal titolo “Gli anni che non stiamo vivendo, ripensare il presente, scommettere sul futuro” in programma sabato 14 aprile, ore 16.30, al castello di Poppi.
Grande scrittore, ma anche studioso di mass media e di processi culturali, Scurati indaga da tempo, nei suoi saggi e nei suoi romanzi su paure e interrogativi della contemporaneità. E saranno proprio le sue riflessioni sul presente e il suo sguardo sul futuro (dove tra l'altro ha ambientato il suo ultimo romanzo “La seconda mezzanotte”) il filo conduttore dell'incontro che sarà condotto dai giornalisti Paolo Ciampi e Massimo Orlandi.
“Apparteniamo – ha scritto Scurati - all’umanità più agiata, nutrita, sana, protetta e longeva che abbia mai calcato la faccia della terra, eppure sembriamo la più impaurita, insicura, delusa, sfiduciata e isterica. C’è qualcosa che non torna.” Ed è proprio da quel qualcosa che non torna che si svilupperà l'incontro, perfettamente inserito nel ciclo “Le parole e il silenzio”, organizzato dalla fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, che quest'anno sarà dedicato ai “Semi del cambiamento”, cioè a tutto ciò che, nel presente, è già in movimento per costruire il futuro.
Grande scrittore, ma anche studioso di mass media e di processi culturali, Scurati indaga da tempo, nei suoi saggi e nei suoi romanzi su paure e interrogativi della contemporaneità. E saranno proprio le sue riflessioni sul presente e il suo sguardo sul futuro (dove tra l'altro ha ambientato il suo ultimo romanzo “La seconda mezzanotte”) il filo conduttore dell'incontro che sarà condotto dai giornalisti Paolo Ciampi e Massimo Orlandi.
“Apparteniamo – ha scritto Scurati - all’umanità più agiata, nutrita, sana, protetta e longeva che abbia mai calcato la faccia della terra, eppure sembriamo la più impaurita, insicura, delusa, sfiduciata e isterica. C’è qualcosa che non torna.” Ed è proprio da quel qualcosa che non torna che si svilupperà l'incontro, perfettamente inserito nel ciclo “Le parole e il silenzio”, organizzato dalla fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, che quest'anno sarà dedicato ai “Semi del cambiamento”, cioè a tutto ciò che, nel presente, è già in movimento per costruire il futuro.