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lunedì 26 settembre 2016
lunedì 27 giugno 2016
Cucinelli al castello di Poppi il 9 luglio: impresa, lavoro, nuovo umanesimo
"Rendere il lavoro più umano, mettere l'uomo al suo centro”. Quando nel 1978 comincia il suo cammino imprenditoriale Brunello Cucinelli ha già in mente l'orizzonte verso il quale si vuole dirigere. L'ambizione non è solo di affermare la sua idea d'impresa, ma di farlo nel rispetto della dignità di chi lavora, impedendo al business di diventare il vero padrone, mettendo insieme parole come qualità, etica, bellezza, cultura.
Un sogno impossibile? La storia dimostrerà il contrario.
Proprio per questo il percorso di Brunello Cucinelli apre idealmente il ciclo numero dieci de Le parole e il silenzio: un ciclo che vogliamo dedicare all'incontro con grandi testimoni del nostro tempo che hanno saputo seguire l'onda dei propri sogni e della propria creatività anche a dispetto della realtà. In un'epoca in cui i sogni dei giovani vengono frenati a causa della crisi, vogliamo proporre il cammino di chi non si è fermato davanti agli ostacoli, ma ha saputo muoversi anche controcorrente: perché è solo così che si può incidere sul presente e trasformare il futuro.
Oggi Brunello Cucinelli è leader di un marchio di valore mondiale, ma la sua azienda oltre ai capi di cashmere più pregiati produce molto altro: dignità, cultura, bellezza.
Il suo è un nuovo umanesimo applicato alla fabbrica, una nuova declinazione del sogno di imprenditori come Adriano Olivetti. Un sogno che si può toccare con mano.
Ed è questo sogno realizzato che Brunello Cucinelli ci racconterà.
“Il re del cashmere”, così lo definisce il Times, nasce nel 1953 a Castel Rigone, vicino Perugia, da famiglia contadina. Già nei primi anni Settanta matura l'intuizione che l'avrebbe portato a diventare imprenditore di fama mondiale, con la prima collezione di capi in cashmere.
Nel 1978 fonda la Brunello Cucinelli e sette anni più tardi trasferisce uffici e laboratori nel borgo trecentesco di Solomeo, nei pressi di Perugia.
Testimone delle sofferte vicende lavorative del padre e attento osservatore del mondo, fin da ragazzo sviluppa il sogno di un lavoro rispettoso della dignità “morale ed economica dell’uomo”. L'impresa per lui non deve essere solo produttrice di ricchezza, ma laboratorio di un nuovo umanesimo.
Nel 2002 apre il primo negozio monomarca, nel 2012 arriva in borsa. La sua azienda oggi è presente in 54 paesi. Ma in parallelo ha affermato anche uno stile etico unico, che caratterizza anche il rapporto con i dipendenti.
Un percorso in cui c'è la promozione della cultura, il recupero di arti e mestieri, l'attenzione per il territorio, l'idea che “la bellezza salverà il mondo”.
Un sogno impossibile? La storia dimostrerà il contrario.
Proprio per questo il percorso di Brunello Cucinelli apre idealmente il ciclo numero dieci de Le parole e il silenzio: un ciclo che vogliamo dedicare all'incontro con grandi testimoni del nostro tempo che hanno saputo seguire l'onda dei propri sogni e della propria creatività anche a dispetto della realtà. In un'epoca in cui i sogni dei giovani vengono frenati a causa della crisi, vogliamo proporre il cammino di chi non si è fermato davanti agli ostacoli, ma ha saputo muoversi anche controcorrente: perché è solo così che si può incidere sul presente e trasformare il futuro.
Oggi Brunello Cucinelli è leader di un marchio di valore mondiale, ma la sua azienda oltre ai capi di cashmere più pregiati produce molto altro: dignità, cultura, bellezza.
Il suo è un nuovo umanesimo applicato alla fabbrica, una nuova declinazione del sogno di imprenditori come Adriano Olivetti. Un sogno che si può toccare con mano.
Ed è questo sogno realizzato che Brunello Cucinelli ci racconterà.
“Il re del cashmere”, così lo definisce il Times, nasce nel 1953 a Castel Rigone, vicino Perugia, da famiglia contadina. Già nei primi anni Settanta matura l'intuizione che l'avrebbe portato a diventare imprenditore di fama mondiale, con la prima collezione di capi in cashmere.
Nel 1978 fonda la Brunello Cucinelli e sette anni più tardi trasferisce uffici e laboratori nel borgo trecentesco di Solomeo, nei pressi di Perugia.
Testimone delle sofferte vicende lavorative del padre e attento osservatore del mondo, fin da ragazzo sviluppa il sogno di un lavoro rispettoso della dignità “morale ed economica dell’uomo”. L'impresa per lui non deve essere solo produttrice di ricchezza, ma laboratorio di un nuovo umanesimo.
Nel 2002 apre il primo negozio monomarca, nel 2012 arriva in borsa. La sua azienda oggi è presente in 54 paesi. Ma in parallelo ha affermato anche uno stile etico unico, che caratterizza anche il rapporto con i dipendenti.
Un percorso in cui c'è la promozione della cultura, il recupero di arti e mestieri, l'attenzione per il territorio, l'idea che “la bellezza salverà il mondo”.
domenica 26 giugno 2016
giovedì 10 dicembre 2015
mercoledì 2 dicembre 2015
Sabato 12, Romena e Rondine insieme per i 20 anni della Fondazione Baracchi
Un pomeriggio di incontri, testimonianze
e musica per incrociare le traiettorie di tre realtà del nostro territorio
impegnate per la pace e la solidarietà. Si intitola “Voli di speranza”
l'iniziativa in programma sabato 12 dicembre, ore 16, presso la pieve
di Romena: in occasione dei 20 anni della Fondazione Giuseppe e Adele
Baracchi, la colomba, che accompagna il cammino della Fraternità di Romena e
la rondine, simbolo della omonima Cittadella della Pace, voleranno insieme per
testimoniare che è la speranza a dare le ali a ogni cammino di
vita.
Questo incontro a più voci ha una valenza
fortemente simbolica: nel corso della sua attività, iniziata nel 1995, la
Fondazione Baracchi ha accompagnato
e promosso tante realtà sociali e culturali della nostra terra, con una attenzione particolare proprio a Rondine e Romena.
Entrambe queste realtà, nell'ottica della
Fondazione, sono impegnate a sostenere la crescita di ogni uomo: a Rondine,
grazie all'incontro tra giovani studenti di Paesi in conflitto, si sperimenta concretamente che la pace
tra i popoli è possibile, a Romena,
grazie alle attività che animano l'antica pieve, tanti viandanti di questo tempo trovano uno spazio di autenticità per ritrovare
se stessi e un senso per vivere.
L'incontro “Voli di speranza” metterà
insieme persone, immagini, testimonianze artistiche e musicali di tutte queste
realtà per comporre un pomeriggio stimolante e festoso.
Nel corso dell'incontro, cui naturalmente
parteciperanno i responsabili della Fraternità di Romena (don Luigi Verdi) e di
Rondine Cittadella della Pace
(Franco Vaccari), verrà presentata la testimonianza-spettacolo
“Dissonanze in accordo” con la partecipazione degli studenti della Cittadella
della Pace e dell'orchestra Ensemble di Rondine.
Sullo sfondo della giornata il ricordo
vivo e presente di Giuseppe e Adele Baracchi che quest'anno ci hanno lasciato ma
che continuano a essere presenti attraverso le attività che hanno promosso e
sostenuto con tanto slancio.
L'ingresso a “Voli di speranza” è,
naturalmente, libero.
“Voli di speranza” - Le tre realtà
coinvolte
La Fondazione Giuseppe e Adele
Baracchi
Testimoniare l'amore per la
propria terra attraverso la creazione di un punto di riferimento culturale al
servizio di tutto il Casentino. E' questo l'obiettivo di fondo della Fondazione
dedicata a Giuseppe e Adele Baracchi e da loro creata nel
1995.
Da vent'anni la Fondazione
promuove numerose iniziative sociali e culturali, animata dall'intento di
sviluppare nel territorio nuove sensibilità, cercando di valorizzare risorse e
patrimoni locali.
La Fraternità di Romena
Un porto di terra, dove
possano approdare in libertà i viandanti del nostro tempo in cammino verso se
stessi, e in ricerca di un senso per vivere. A tutti loro Romena offre uno
spazio dove sostare e dove “fare casa”, prima di partire di
nuovo.
La Fraternità nasce nel
1991 intorno a una bellissima pieve romanica a cui cerca di ispirarsi per essere
dono di semplicità, di accoglienza e di silenzio per chiunque si
avvicina.
Rondine - Cittadella della
Pace
Giovani provenienti da
Paesi identificati dalla storia come “nemici” arrivano nel borgo medievale di
Rondine, vicino ad Arezzo, per sperimentare insieme che la convivenza e la pace
sono possibili e per diventarne ambasciatori nei loro Paesi
d'origine.
Intorno al loro cammino di
formazione e di studio si sviluppano percorsi artistici, culturali e sociali che
fanno di Rondine una vera scuola di pace, tanto che quest'anno la Cittadella è
stata candidata al premio Nobel.
venerdì 27 novembre 2015
sabato 31 ottobre 2015
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